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Formazione ai formatori: il primo passo per costruire insieme un progetto formativo condiviso

6 dicembre 2025
Redazione
Notizia
Formazione ai formatori: il primo passo per costruire insieme un progetto formativo condiviso

Il 29 novembre 2025, nella sala Ramin dell’Istituto Barbarigo, si è svolto il primo appuntamento del progetto “Formazione ai Formatori”, guidato da Massimo Tommolillo, formatore senior esperto in comunicazione verbale, non verbale e marketing. L’incontro iniziale aveva un obiettivo preciso: definire insieme ai partecipanti quali temi approfondire e costruire una visione condivisa del percorso.
Al centro, l’idea che un buon formatore debba essere consapevole del proprio ruolo e dotato di strumenti efficaci per affrontare contesti diversi e sempre più complessi.

Il metodo Tommolillo

Fin dall’inizio, Massimo Tommolillo ha scelto un’impostazione partecipativa. Ha chiesto ai corsisti cosa si aspettassero dal percorso, avviando un dialogo aperto e ricco di spunti. Anche l’organizzazione della sala – tutti seduti in cerchio – era parte integrante della lezione: un dettaglio che, come ha spiegato, parla tanto quanto i contenuti.

Per Tommolillo, infatti, la comunicazione agisce sempre su due livelli:

  • ciò che si dice (il contenuto),
  • e come lo si dice (il metodo).

Osservandolo lavorare, i partecipanti hanno potuto vedere queste logiche applicate in tempo reale: ogni gesto, ogni scelta spaziale, ogni pausa aveva un senso formativo. La cura del dettaglio, ha sottolineato, è una competenza fondamentale per chiunque guidi gruppi e processi di apprendimento.

La cassetta degli attrezzi del formatore

Il cuore del corso è ampliare la “cassetta degli attrezzi” di chi forma.
La formazione non è una scienza esatta: è un campo in evoluzione che richiede studio continuo e grande capacità di adattamento. Esistono molte modalità didattiche – dal film allo storytelling, dalla lezione frontale all’autoformazione – ma nessuna funziona sempre e comunque.
Il compito del formatore è saper leggere il contesto e scegliere di volta in volta lo strumento più utile.

Dalla teoria all’esperienza: la competenza si costruisce praticando

Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata al rapporto tra teoria ed esperienza. La lettura offre concetti e cornici utili, ma – ha ricordato Tommolillo – la competenza nasce dall’allenamento.

Un partecipante ha portato l’esempio del calisthenics, disciplina in cui si impara osservando e ripetendo. Lo stesso vale per la formazione: non basta spiegare come si fa, bisogna farlo insieme.

Per questo il percorso darà ampio spazio a esercitazioni pratiche, momenti di autovalutazione ed eterovalutazione, l’uso della videoregistrazione, uno strumento che restituisce un’immagine oggettiva di mimica, postura, gestualità, punti di forza e aree da migliorare.

Immagine articolo

Entrare nel ruolo: il formatore come figura sociale

Questi esercizi sono fondamentali per riuscire a interpretare il ruolo di formatore, ruolo che Tommolillo ricorda essere un elemento sociologico definibile come la somma delle attese che incidono sull’individuo. Per il formatore risulta allora necessario fare i conti con le aspettative e le valutazioni di chi ascolta, poiché il suo ruolo non è neutrale, ma definito dai molteplici sguardi dei “formati” e sempre in dialogo con essi.

Il rapporto con l’Altro è, infatti, elemento costitutivo del lavoro dei formatori, e Tommolillo ricorda che, soprattutto in un’epoca digitale come quella contemporanea, presenza fisica e coinvolgimento emotivo sono necessari, anche se spesso faticosi.

I “fantasmi” dei formatori: come riconoscerli e affrontarli

Una parte molto apprezzata dell’incontro è stata la riflessione sui “fantasmi” che accompagnano chi si occupa di formazione. Tommolillo li ha elencati con ironia, quasi come un Ghostbuster del mondo educativo:

  • lo stress e la difficoltà di gestirlo;
  • la paura di non saper spiegare il non verbale;
  • l’ansia di non essere compresi, ad esempio quando si usano riferimenti sconosciuti all’uditorio.

Quest’ultimo è stato approfondito in modo particolare: ogni intervento, ha ribadito Tommolillo, esiste in funzione del pubblico.
Come un regalo, la formazione deve adattarsi a chi la riceve, non a chi la consegna.

Guardando avanti: temi e prospettive dei prossimi incontri

L’incontro si è chiuso con soddisfazione generale e grande interesse per i prossimi appuntamenti.
Tra i temi che verranno affrontati:

  • ruolo e competenze del formatore;
  • elementi chiave della comunicazione;
  • gestione del role playing e delle domande;
  • strumenti per verificare l’apprendimento;
  • le diverse forme di docenza e come utilizzarle al meglio.

Il percorso è appena iniziato, ma una cosa è già chiara: “Formazione ai Formatori” promette di essere un’occasione preziosa per crescere come professionisti e come comunità educativa.

Articolo scritto da Armando Castiello e Leonardo Tezzon, con la supervisione editoriale di Samantha Lincetto