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Donne al potere? Tutte a destra!

30 gennaio 2026
Redazione
Articolo
Donne al potere? Tutte a destra!

Leadership femminile, comunicazione politica e il paradosso della rappresentanza

Il 21 ottobre 2025 i principali giornali del mondo, dal New York Times al Sole 24 Ore, hanno aperto con una notizia storica per l’emancipazione femminile: Sanae Takaichi, esponente del Partito Liberal Democratico giapponese, era diventata la prima donna premier del Giappone

Takaichi non è però stata la prima a sfondare il cosiddetto ‘soffitto di cristallo’. Prima di lei, Margaret Thatcher, leader del Partito conservatore britannico, nel 1979 è diventata la prima donna eletta come primo ministro del Regno Unito; Angela Merkel, esponente della CDU, nel 2005 è stata la prima donna a diventare cancelliera federale della Germania; Ursula Von Der Leyen, sempre membra della CDU, nel 2019 è stata la prima a ricoprire il ruolo di presidentessa della Commissione Europea; Christine Lagarde, legata al partito francese I Repubblicani, nel 2019 è diventata la prima donna presidentessa della Banca Centrale Europea; Giorgia Meloni, co-fondatrice del partito Fratelli d’Italia, nel 2023 è stata la prima donna a diventare Capo del Governo della Repubblica Italiana.

Tutte queste elezioni sono entrate nella storia perché hanno consacrato il diritto delle donne di ricoprire i più alti vertici del potere. Questo non è però l’unico elemento in comune che hanno tra loro: oltre a essere tutte donne, infatti, le elette sono anche tutte rappresentanti di partiti politici di destra.

Perché tutte a destra?

Sorge quindi spontaneo chiedersi: perché tutte a destra? Perché non ci sono state donne di sinistra in grado di raggiungere un traguardo di questa portata? Per trovare una risposta a queste domande, possiamo guardare alle differenze della rappresentanza partitica delle maggiori fazioni di destra e di sinistra. Come è infatti possibile evincere anche dalla lettura di Leaders, factions and the determinants of electoral success (Crutzen & Flamand, 2023), se a sinistra troviamo leader morbidi che lavorano in squadra, a destra troviamo leader carismatici che fanno della propria voce il centro della campagna elettorale di tutto un partito: è proprio dove la sinistra lavora con la cooperazione tra funzionari politici che la destra vince con personalità di spicco in grado di riassumere in sé gli ideali di tutto un gruppo.

«Con Giorgia – L’Italia cambia l’Europa» e «L’Europa che vogliamo» sono i titoli della campagna per le elezioni europee del 2024 proposti rispettivamente da Fratelli d’Italia e dal Partito Democratico. Solo da questi due slogan è possibile notare la netta differenza tra il partito di destra e quello di sinistra: se da una parte viene messa in risalto l’individualità persuasiva e trascinante di Giorgia Meloni, dall’altra prevale invece la molteplicità di un’intera fazione, espressa in quel «vogliamo» coniugato alla prima persona plurale e non nella singolarità della sua rappresentante, Elly Schlein.

Quella che potrebbe dunque apparire come una coincidenza o come una semplice propensione del popolo verso ideali più conservatori si rivela l’esito di una sapiente comunicazione pubblica: la fiducia instillata negli elettori da una singola figura che, come una madre, si propone di fare il bene di un intero popolo contribuisce a superare l’indefinitezza di un gruppo più ampio, relegato in tal modo all’opposizione.

La differenza la fanno le parole

La ragione per cui le donne che riescono a raggiungere le vette delle organizzazioni politiche sono tutte di destra prescinde quindi dalla politica e dal femminismo.

Come emerge infatti da numerose affermazioni di leader donne come Sanae Takaichi, la lotta per l’emancipazione femminile spesso assume un ruolo marginale all’interno delle agende politiche: la premier giapponese –  per esempio  – in passato ha sostenuto in più occasioni di essere favorevole alla sola successione maschile nella famiglia imperiale e contraria alla possibilità per le donne di conservare il loro nome da nubili. Allo stesso modo Eugenia Rocella, ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità del governo Meloni, ha fatto dichiarazioni del medesimo tenore sul tema dell’aborto, che, a suo parere, non è un diritto inalienabile della donna.

A questo punto, è ovvio: la maggiore tendenza ad eleggere figure femminili non è data – come si potrebbe facilmente pensare – da ideali di matrice femminista, ma dall’utilizzo della comunicazione persuasiva.

Conclusione

È infatti in questa comunicazione che si trova la chiave per conquistare gli elettori con la propria campagna politica: nella concomitanza di fattori che portano agli esiti delle votazioni un ruolo centrale è svolto dalla capacità di persuadere, convincere e attirare grazie a un sapiente uso delle parole, dei toni, delle immagini. A venire eletti sono quindi i leader in grado di dipingersi come amici, genitori e concittadini prima ancora che come politici e governatori.

Per vincere non sono sufficienti la forza e la consistenza di un programma d’azione: bisogna saper tendere la mano all’elettore, guidandolo come fa con il proprio figlio un padre –  o, in questo caso, una madre.

È davvero la politica a scegliere i leader, o è il modo in cui vengono raccontati a renderli credibili?

Articolo scritto da Caterina Timpretti, con la supervisione editoriale di Samantha Lincetto.

SITOGRAFIA

https://www.partitodemocratico.it/wp-content/uploads/2024/05/LEuropa-che-vogliamo_Manifesto-elettorale-Partito-Democratico_1.pdf (17/11/2025)

https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2024/05/Programma_Europee2024_FdI.pdf (17/11/2025)

https://www.rainews.it/articoli/2025/10/sanae-takaichi-prima-donna-premier-eletta-in-giappone-a37121e3-7bf3-4081-81ae-591315f68904.html (17/11/2025)

https://www.repubblica.it/cronaca/2022/10/23/news/roccella_laborto_non_e_roba_mia_combattero_linverno_delle_nascite-371247620/ (17/11/2025)

Crutzen Benoît S. Y. & Flamand Sabine (2023), Leaders, factions and the determinants of electoral success. ScienceDirect. L’articolo in questione è consultabile al seguente link: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0176268023000940?utm_source=chatgpt.com (07/12/2025)